
Chi decide di trascorrere una giornata di shopping a Bologna non può che finirci dentro. Noi giovani bolognesi che lo conosciamo da sempre ci ricordiamo di quando si andava da Scout a comprare la walls dalla tinta più improbabile o le gazzelle nere e bianche. Gli anni passano, le mode si evolvono ma il concetto resta sempre lo stesso. Scout rimane la tappa d'obbligo per tutti i giovini in cerca di un jeans Meltin'pot o di una felpa un pò "ignorante". Dopo tanti anni la tendenza verso lo street style più giusto rimane sostanzialmente invariata, con l'aggiunta di ulteriori metri calpestabili del negozio ed un mare infinito di accessori in più.
In un certo senso è una vera certezza per la città e il suo stile lollipop continua a piacere. Dopotutto che cosa sarebbe Piazza Otto Agosto nei giorni di non mercato senza la vetrina di Scout? Colore, calore, movimento e pitture rupestri, Scout è anche aggregazione e social marketing. Tra le diverse sale del percorso labirintico ogni tanto compare una deliziosa compagnia di persone riunite ad un tavolo. E' in momenti come questo che dobbiamo renderci conto che l' idea di shopping esperenziale, nella nostra città, esiste da tanto. Ed è stato esportato in altre città e regioni assieme al modello di negozio Scout, che forse nulla ha a che fare con un modello prestabilito, ma piuttosto con un gioco di improvvisazione e contaminazione continua.
Tirando le somme voglio dire che Scout, con tutte le sue t-shirt, gli skinny pants, le scarpe inglesi e quantaltro è sicuramente un marchio e un negozio che funziona, e parecchio.
In un certo senso è una vera certezza per la città e il suo stile lollipop continua a piacere. Dopotutto che cosa sarebbe Piazza Otto Agosto nei giorni di non mercato senza la vetrina di Scout? Colore, calore, movimento e pitture rupestri, Scout è anche aggregazione e social marketing. Tra le diverse sale del percorso labirintico ogni tanto compare una deliziosa compagnia di persone riunite ad un tavolo. E' in momenti come questo che dobbiamo renderci conto che l' idea di shopping esperenziale, nella nostra città, esiste da tanto. Ed è stato esportato in altre città e regioni assieme al modello di negozio Scout, che forse nulla ha a che fare con un modello prestabilito, ma piuttosto con un gioco di improvvisazione e contaminazione continua.
Tirando le somme voglio dire che Scout, con tutte le sue t-shirt, gli skinny pants, le scarpe inglesi e quantaltro è sicuramente un marchio e un negozio che funziona, e parecchio.
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